As câmaras da memória

Diario di un(o che continua a confermarsi un) antieroe
Vortici di pensieri disordinati: un italiano che ha anche vissuto a Lisbona, ma non per fare l'er*smus
"La vita per te é solo un pretesto per scrivere a ruota libera" (simon tanner aka humpty dumpty)
"Io lavoro, eri tu quello che faceva cazzate!" (Franca)

domenica, dicembre 09, 2007

The second week of summer

"...e dopo la scomparsa della nonna, ne sono sicuro, dei miei cugini lontani non avró piu' notizie. Avranno la loro vita, le loro famiglie, la loro storia... E pensavo come probabilmente tra qualche decennio i miei figli penseranno la stessa cosa... Ed è cosí, in fondo, un ignorarsi destinato a ripetersi nel tempo, un obliarsi d'ogni cosa, un altro tassello a conferma della solitudine cosmica cui tutti siamo destinati."

Humpty Dumpty, un musicista e un amico, come sempre l'ho definito le tante volte che mi sono occupato di lui, senza mai lesinargli critiche o appunti, ha pubblicato Q.B., il suo quinto album.
Se per Eine traurige avevo parlato di decisione di uscire dalla cameretta, questa volta l'uscita è avvenuta in maniera decisa e perentoria.
Q.B. è un album pop, e pace all'anima di Syd Barrett e di tutte le aree lisergiche e sepolcrali che sentimmo quando per la prima volta ci presentò la sua musica.
Sempre piu' immediato, sempre piu' diretto, sempre meno misterioso, dalle musiche ai testi.

Tutto questo ha ragione per essere osannato, principalmente per una prima parte artisticamente di livello sublime: la principale chiave di lettura del Dumpty è di sicuro la presenza e il mutamento del basso nel corso del suo percorso musicale.
Il basso di HD è senza dubbio sempre stato tambureggiante, ossessivo, martellante. La sfida principale è riuscire ad inserirlo ogni volta in contesti diversi, colorarlo di suoni particolari o di melodie piu' o meno delicate od oscure.

Ed è l'oscurità che stavolta manca: Valentina apre l'album con la voce scura e gotica del nostro su un giro compulsivo accompagnato da scariche elettriche anni '80 possibilmente Bauhaus, e fin qui poche novità, cui invece assisteremo, in maniera drasticamente drammatica, da Caterina in poi.
Caterina è una perfetta canzone pop, un giro di chitarra acustica e una base ritmica che culla la canzone su tre accordi veloci veloci ripetuti al suono di una melodia sublimata da una delle migliori voci della storia del rock italiano, Rex, ex Sonica, che ormai è qualcosa di molto diverso da quello che ricordavamo al roxy bar nel secolo scorso.

Il terzo pezzo, l'ormai quasi storica Sai Violetta, rimodellata presa in giro di una ridicola wannabe indie starlet, è uno dei piu' azzeccati suoni che HD abbia mai concepito, e il riadattamento del pezzo, che rende il suono ora grottesco ora immaginifico, a supportare le liriche della canzone, sopratutto nella geniale variazione d'arpeggio prima del ritornello, la rende uno dei punti forti dell'album, seguita dal miglior pezzo di tutto il cd, Bobby Holiday.
Bobby è senza alcuna ombra di dubbio il ritratto nitido di una persona che mio malgrado ho avuto vicino per molti anni, e non ci sono parole migliori di quelle del nostro per definire la stupidità e la pochezza interiore di quel qualcuno che come Bobby vorrebbe essere qualcosa che mai sarà, cercando di colorare una vita che per stessi limiti naturali non potrà mai essere cio' che in realtà desidera. E musicalmente Bobby Holiday è una canzone di seventeen seconds. Chitarra, basso e batteria spaventosamente monotoni su un flanger profondo e lisergico. Ma con un'aura pop fortissima, e quindi tutto cio' che della prima produzione cure, postpunk purissimo, è stato ripreso per essere reso accessibile e meno oscuro.
E forse anche in ottica HD il figlio pop di Be No More Time è proprio questa canzone, che mi fa pensare a come da Shangai, basicamente della stessa natura e costituita dagli stessi elementi di Bobby, si sia arrivati a questo punto, si sia arrivati ad un suono completamente diverso (sono solo due anni e sembra un'era glaciale), testimonianza materiale della genailità e dell'eclettismo del maestro Alessandro, che segue una strada accidentata e che sembra virare ad ogni bivio affidandosi solo al caso, dimostrandosi comunque capace di sfornare album preziosi e di livello altissimo.

Livello che si conferma poi in Fórmica, piu' twee ed innocente, dal testo easy e dalla presenza di chitarra piu' forte, altro pezzo da Cure di Disintegration peró, fino alla tristezza epocale di Sia questo il verso.
Mamma e papà ti fottono, un testo di Philip Larkin tradotto da Enrico Testa,
togliti dai piedi dunque prima che puoi e non avere bambini tuoi. Raggelante e veritiero come la filosofia e la struttura di tutto cio' che sta alla base del progetto Dumpty, un nichilismo e un pessimismo sfrontati e cantati in uno spirito di rassegnazione che quasi spinge all'immobilismo esistenziale. HD aspetta seduto sull'orlo del baratro la caduta di questo mondo di déi di plastica, critica ferocemente la banalità e la superficialità del mondo circostante, con nessuna pace con se stesso, e quindi senza presunzioni e senza piedistalli. HD è anch'egli in caduta libera, in una forma diversa probabilmente, ma non meno drammatica o problematica di quella che accusa e che critica e che ridicolizza nei suoi testi - quasi tutti di Renato Q., e questo si vede nella maggiore ironia in generale di tutti gli scritti. Alessandro è piu' pessimista e spietato, forse piu' sessualmente turbato, Renato piu' delicato e caustico. Ma i sentimenti sono uguali.

Un genio rompicoglioni, che cresce negli anni e nei suoni, che cambia e si rinnova manentendosi sempre allo stesso livello, ma al quale ancora una volta mi sento di muovere lo stesso appunto di sempre: arrivato a un certo punto, HD comincia a specchiarsi su se stesso, a dirsi "quanto sono bello, come sono bravo".

E la caduta inizia proprio con Gerani, uno dei pezzi che invece sembra siano piaciuti piu' di tutti. Gerani sembra una canzone fatta apposta, troppo forzata e ripetitiva, breve ma niente a che vedere con l'intensità tipica cui ci ha abituati; come Per Noi, sicuramente il pezzo che piu' ricorda Faust'O, poteva conoscere una storia diversa se meno riempito di arzigogolamenti o orli di pizzo dei quali, davvero, non vedo il bisogno; o come il Week-end necrofilo, che sembra uscita dalla colonna sonora di un B-movie horror brasiliano. Barbablú, i sonic youth mbriachi con Noel Gallagher alla chitarra.

Un album , come sempre, per concludere, importante e di una bellezza infinita, sopratutto all'inizio, molto migliore di Eine traurige, che porta HD su nuove sponde, che lo fa approdare a nuovi suoni, che gli conferisce lo status di musicista maturo ma sopratutto di genio a tutti gli effetti, essendo la quinta opera diversa da tutte le altre e la piu' vicina all'accessibilità pop cui forse il nostro aspira.
Ma forse. Il prossimo sarà un altro destabilizzamento. Humpty gioca con noi, e noi continueremo ad essere bravi nel seguirlo nel suo gioco.


Ho visto due film divertenti e significativi, questa settimana, Mortea Domnului Lazarescu (la morte del signor Lazarescu), romeno, di Cristi Puiu e Luci nel Crepuscolo di Aki Kaurismäki. Entrambi molto tristi e solitari, squallidi e neorealisti. Tra le migliori produzioni -guarda un po', low cost- dell'anno.


Tra qualche giorno sará tempo di giudizi universali. E io non ho idea di cosa scegliere come punto di partenza.
Il titolo del post è una canzone dei Settlefish. Il nuovo album, mi perdoni B. Germano, continua purtroppo a non dirmi niente.

6 Comments:

  • At 10 dicembre, 2007 21:53, Blogger usufrutos said…

    olá!
    Só para deixar um beijinho.
    tudo bem por lisboa?

     
  • At 12 dicembre, 2007 15:51, Anonymous Anonimo said…

    stranamente, geppetto bello, glissi sul brano conclusivo di Q.b.
    "Mr. Makake" è un calcio nei coglioni dell'Umanità che, da solo, vale chissà quanti album.....

    dj nepo

     
  • At 12 dicembre, 2007 19:32, Blogger Il_Marchese said…

    Mi spiace, feel, proprio non riesce a convincermi. Testo poco criptico, la tromba per me non ci sta, la chitarra è azzarderei folk. Troppi mix, troppo guardandosi allo specchio.
    Tengo comunque a ribadire che il mio giudizio è dato in confronto al resto dell'album, in senso assoluto il pezzo è ottimo e magari funge abbastanza da manifesto HD, in un certo senso.
    Ma io per questo album non mi strappo i capelli, per quanto finirà in top 5 e sia vicinissimo alle vette di bromide. HD influenzerá seriamente la musica, e non sto esagerando, solo quando finalmente limerà questo difetto di perdersi alla lunga.

     
  • At 13 dicembre, 2007 08:54, Anonymous Anonimo said…

    io trovo che sia un grande lavoro. forse troppo grande per essere capito oggi, ora.

    dj nepo

     
  • At 13 dicembre, 2007 19:08, Blogger Il_Marchese said…

    E perché, io credo che il problema stia tutto nella distribuzione. L'album è accessibile e puo' sfondare, dipende solo dai canali (e dalla volontà di Ale, come sempre al lumicino).

     
  • At 21 dicembre, 2007 18:01, Blogger black sun said…

    Non so niente di me, ma vi voglio bene seriamente.
    *

     

Posta un commento

<< Home