As câmaras da memória

Diario di un(o che continua a confermarsi un) antieroe
Vortici di pensieri disordinati: un italiano che ha anche vissuto a Lisbona, ma non per fare l'er*smus
"La vita per te é solo un pretesto per scrivere a ruota libera" (simon tanner aka humpty dumpty)
"Io lavoro, eri tu quello che faceva cazzate!" (Franca)

domenica, marzo 02, 2008

Juno


Alla fine Juno sono andato a vederlo, ieri pomeriggio, lasciamo perdere in che condizioni, e la Ellen Page ha sostanzialmente fatto un buon compitino, bella ed espressiva, bambina insicura e donna coraggiosa. Porta in giro il suo pancione per 2 ore di un buon film, leggero ma profondo, testimone di un’adolescenza diversa, del modo di confrontarsi con il parto indesiderato profondamente differente dal nostro. Piu' freddo. Son passati piu’ di dieci anni, del resto. Anche i film americani sono diversi.

In sostanza la Ellen non fa nulla di piu’ che in Hard Candy, anzi, se avessero dovuto dare l’Oscar a lei probabilmente l’avrebbe meritato, ma a livello di produzione, sceneggiatura (che l’Oscar l’ha vinto), fotografia e tutto il resto, 4 mesi 3 settimane etc di Puiu è seicento anni avanti.
Nulla di nuovo, solo una conferma che fuori da Hollywood esiste un mondo.
Migliore.

Il film comunque è molto piacevole, e a parte la colonna sonora di una bellezza rara –Kimya Dawson, Belle & Sebastian, Cat Power, Sonic Youth e addirittura i Velvet Underground- piazzare in un film una maglietta degli Alice in Chains e sopratutto una di Superunknown vale moltissimo.


Dice il saggio:
Ho capito che non ho amici perché ormai mi rompo le scatole.
Quel che mi interesserebe sapere, forse, è solo se e quando questo spirito di abbandono sociale, questa antipatia che sfoggio e questa voglia di isolamento mi passerà.
Non sono mai stato così: ma mi fa comodo, ed evidentemente tutto cio’ non mi angustia poi così tanto.