As câmaras da memória

Diario di un(o che continua a confermarsi un) antieroe
Vortici di pensieri disordinati: un italiano che ha anche vissuto a Lisbona, ma non per fare l'er*smus
"La vita per te é solo un pretesto per scrivere a ruota libera" (simon tanner aka humpty dumpty)
"Io lavoro, eri tu quello che faceva cazzate!" (Franca)

lunedì, ottobre 20, 2008

Ah, fossi un decoratore d'interni... #7

Ci tengo ad annunciarvi che ho pronto un post sull’ultimo album dei Cranes di una lunghezza raggelante, ma prima di proporlo (a giorni), mi sento in dovere, dato anche il titolo del post e l'incapacità di mancare di rispetto a professione sí tanto encomiabile per i destini del genere umano, di parlarvi del concerto di questa sera.
Sono stato a vedere i dEUS all’Aula Magna, dopo circa tre anni dall’ultimo concerto, con la paura tangibile di dover incontrare Filipa con fidanzato al seguito.

Filipa mi aveva minacciato del resto: aos dEUS em principio deveria andar e così, dopo che mi aveva addirittura promesso i cure un milione di anni fa, mi sono imbarcato da solo alle 19.30 in una Lisbona deserta con un chiodo fisso, che mi assillava da circa un mese. Ma ci sarà Filipa? E se la incrocerò, cosa succederà? Moriró d’infarto quando mi chiederà tudo bem, dopo avermi mostrato, da dietro la sua frangia millimetrica (Filipa ogni quindici minuti ha il bollino della TagHeuer che le compare, come nelle gare di formula uno, in sovraimpressione per 4 secondi sulla tempia sinistra), il sorriso piu’ malizioso e furbo e sensuale e incantevole dell’intera Europa Occidentale nella città piu’ romantica della penisola iberica, che per quanto nessuno possa mai sapere quanto possa essere falso è sempre uno dei gesti piu’ affascinanti che mi abbiano visto direttamente coinvolto negli ultimi dieci anni? O inizierò a tremare senza riuscire a reggermi in piedi?

A Saldanha, una notizia di quelle che ti ricordano, se mai ne avessi ancora bisogno, che ai portoghesi le loro caratteristiche interessa sempre metterle in mostra: la stazione di Saldanha è chiusa al fine settimana.
Non lo sapevi? Non lo sapeva nessuno, ma a noi lusitani piacciono queste sorprese, sono ideali per frustrarci un po’ di piu’.

Comincia bene, sento che Filipa starà sull’uscio ad aspettarmi solo per muovere la mano e salutarmi da lontano, guarda che lo faccio per favore. Salgo su fino a Campo Grande, abbandono il canarino, entro in metro, aspetto con andare ostentato indispettito da true italian un treno di frange brune alte un metro e quaranta centimetri col sorriso assassino che mi raggiunge e mi carica fino a Cidade Universitaria. Torvo, sguardo dritto alla punta degli anfibi, non oso affrontare una sola frangia finché con la coda nell’occhio scorgo da lontano che no, nessuna di loro puo’ essere Filipa, per una serie di ragioni che mi sono già sfuggite. Tranquillizzatomi, una folla discreta mi si palesa di fronte all’Aula Magna a conversare, bere birra, fumare una sigaretta in attesa di entrare, e, con la velocità di un centometrista, mi infilo dentro la location del concerto senza nemmeno guardare in faccia la maschera.

La tipa del merchandising ha una frangia perfetta, è mora, non certo alta, sorride a tutti, mostra un po’ la tetta (qualcuno ricorderà la storia della tetta del liceo? E poi Filipa ce l’ha scritto in faccia vado sul sicuro, mostro la tetta) se ce n’è bisogno. Potrebbe benissimo essere Filipa, meglio entrare dentro senza pensare a spillette e cazzate del genere, che c’hai quasi vent()anni, e mi accomodo lasciando libero un posto tra me e il mio vicino del lato già occupato, da true italian in largo spazio, dopo ovviamente aver scelto la fila piu’ lontana da frange e simili. Come se fosse facile, di fronte a me si trovano due frange bassine, una col fidanzato di due metri e l’altra tutta sola, dal fisico snello e molto loquaci. Da un momento all’altro una di loro dovrebbe voltarsi e dirmi “António, tu também tás aqui?!” con quell’accento algarvio che il sottotitolo in italiano viene fuori con un leggero ritardo, mica c’ho la tag heuer sulle tempie, io, è tutto occupato dal monumento ai caduti, e che mi pianterà una lama nel cuore spezzandomelo senza piu’ possibilità di ricucirlo.

E invece no, le frange sono due innocue lisboete universitarie, dagli occhi chiari per giunta, e mi rilasso ancora di piu’ quando al mio fianco si siede un perfetto nerd che funziona come cortina di ferro dal lato destro.
Un altro esercito di frange si siede dietro di me. All’inizio è impossibile verificare la presenza fisica della mia ossessione, solo dopo uno sforzo immane fingo di aver sentito un qualche boato e mi volto di scatto inquadrando quattro su cinque delle incriminate: Roger, sono tutte di terza superiore, Filipa non c’è. Ma quella dietro di me? Quella che non ho visto?

Ha i capelli rossi, ma Filipa non la vedo da quindici giorni, magari si è tinta e non mi ha detto niente; magari ha una cugina minorenne e visto che ha litigato col tipo al concerto ci è andata con lei e le sue indieamiche; magari la voce è diversa perché ha il raffreddore… rimungino per buoni quindici minuti, finché il patrono di Lisbona non mi illumina e tentando senza riuscire di mostrare indifferenza osservo la tizia alle mie spalle ruotando di colpo su me stesso.

Potrebbe essere tutti, tranne che Filipa, Non è manco portoghese. Sono un coglione.

Adesso, pero', Filipa vorrei vederla. Vorrei scorgerla da lontano, ora che sono al sicuro. Vorrei vederla e fingere di non vederla, sperando che lei non mi noti, ammirare le sue espressioni, le sue reazioni al concerto, il suo rapporto con il tizio col quale ha cominciato a darsi la mano troppo tempo fa. Vorrei guardarla sussurrare Little Arithmetics, chissà quante volte l’avrá fatto, e io nemmeno per quattro minuti e sedici ho potuto ammirare l’incanto del suo abbandono, alla musica, al tempo, alle distanze, alla vita e alla morte.
O magari che mi noti, e che mi prenda in giro con un sorriso dei suoi.

E il concerto comincia. Barman e Pawlowsky sono sempre lí, in forma, sono cambiato molto piu’ io di loro negli ultimi tre anni, il bassista è lo stesso, chi si ricorda come si chiama, lo trovo meglio, il batterista mi sembra nuovo, il tipo che suonava il moog, che questa volta non hanno portato, è sempre piu’ scarso col suo violino suonato a mó di basso. Pawlowsky si confonde, qualcuno va fuori tempo, Barman ride e dice stronzate, come sempre i dEUS la serata tra amici te la garantiscono sempre.

Mi guardo intorno, e Filipa non c’è. Giú, magari ora che è importante trova i contatti giusti e si siede nelle prime file, su, nei palchetti, ma niente.
Smetto di contare gli errori e comincio a ballare pure io. I dEUS sono forti, sono rock molto alternativo, molto melodido, pop, garage, un bel mix, poi li ho sentiti spesso grezzi stasera, incazzatelli, un buon concerto anche se l’acustica dimentichiamola.

Parte anche Little Arithmetics, decido semplicemente di chiudere gli occhi. Non sarà oggi che vedró Filipa canticchiarla, non sarebbe nemmeno giusto. Credo, non so.
Pero’ lei sará lì dietro, lo spero, la starà ascoltando. Almeno una volta con me, anche se lei non lo sa e forse mai lo saprà, l’avrá ascoltata, alla fine di questa notte.
Non mi permetto di canticchiarla neanch’io, mi riesce bene scomparire, cambiare scena, un primo piano a mezzo schermo sulla tipa dei biglietti che nemmeno sa chi sono i dEUS, che ha appena ricordato di avere ascoltato questa canzone un’estate di qualche anno fa a Tavira, forse l’anno che Thuram si ricordò di condannare i lusi, suo padre aveva affittato una casa e ricorda di avere conosciuto una ragazza che poi seppe si spostò a Lisbona per l’università.

Ed eccola la sua ragazza, la nostra protagonista: lì, in mezzo alla sala, in una fila distante (si sa, la spocchia di Filippa l'avrá fatta arrivare con 30 minuti di ritardo, la mia, di spocchia, me l'avrebbe pure fatto fare, ma calcolando le possibilità di incontrarla ho preferito l'anticipo svizzero), sta canticchiando Little Arithmetics mentre il tipo la sta abbracciando, sfiorandole la nuca e poi i fianchi, e lei sorride, gli sorride senza mai nascondere la malizia della dolcezza dei suoi occhi neri e grandi, interrogandolo sul destino e sulle congiunture astrali che li hanno messi insieme, mentre lui l’abitudine l’ha già fatta, e la liquida mostrandole i denti bianchi del tipo a posto.
Stai tranquilla, sistemo quella credenza dietro il tavolone e tutto torna in ordine.

Finché la piu’ piccola delle tre non proverà, sciaguratamente, a tagliare la torta, e solo ora mi rendo conto della vera ragione per la quale ho scelto la maglia dei Death Cab for Cutie per andare ai dEUS.

Il concerto finisce, scappo velocemente verso Campo Grande, senza piu’ vedere frange ovunque, finisce il servizio metro, finisce il turno la guardia della Carris, finisce anche questo fine settimana.
Un tunnel mi conduce a casa; un parcheggiatore abusivo, due amici barcollanti, quattro
benfiquisti deLusi (non è un refuso).

Dicono che Pessoa facesse il contabile.
Non so, e poi non me ne intendo di poesia, ma non mi risulta che Ungaretti sia mai stato un decoratore d’interni.

8 Comments:

  • At 13 gennaio, 2009 14:15, Anonymous Anonimo said…

    So...I guess you are in love...:)
    What's Stoping you? Grab her at the things that you both have...that's way. No?


    *
    Air

     
  • At 13 gennaio, 2009 22:25, Blogger Il_Marchese said…

    That is... There's a person between us, for how much I fight I will never find a peace.
    That's so sad.

    Thank you very much for your comment. I don't know where are you coming from, but you seemed like an angel for giving me some hope.

     
  • At 19 gennaio, 2009 12:54, Anonymous Anonimo said…

    Hello again :)

    Well...I'm just a girl that love, to see a man talking about is love (i liked the angel;) tks)
    Hmm, a person between; That's complicated(i'm sorry).

    But you have to tell her what you feel, ask her for a kiss(did you do it already);
    Tell her that you want to make love to her; Tell her that you are the rigth one; Dont give up...Girls dont like give upers...I like to be asked for, it's a sweet indecision (but is a risk...do you think that she is worth it?

    *
    Air :)*

     
  • At 19 gennaio, 2009 23:14, Blogger Il_Marchese said…

    Mmh. I've just done these all, she's a different girl, and she has changed too much... Living with the other one.

    But I never lose my hope. I know what there's in my heart, and I'm sure that will never be less.
    I only need patience, and for how my love deep is, I know that this patience will finally win.
    I wait, I know she deserves.
    It's just a question of time...
    :)

    Thanks another time, Air.

     
  • At 20 gennaio, 2009 21:29, Anonymous Anonimo said…

    She has changed??? Hmmm...

    But did you already had some secret moments with her?
    A kiss stolen?
    A morning with breakfast in bed?
    A walk in the park?

    I'm sorry about this questions, but i think that you have to be carefull about what she was, and what she is...

    I asked this, because a person that betray one time, have the potencial to betray again.
    In that case she's not the person that deserves your trully, and deep love.(if you asked me)
    I don't bellive that people change, that's wy. But i have the hope that i'm wrong.

    your truly

    Air*:)

     
  • At 20 gennaio, 2009 23:50, Blogger Il_Marchese said…

    I've only had hundreds of deep conversations. And a coffee.

    I believe too that people never change. I agree definitely.
    She changed her way of living... And maybe she really doesn't need me at all. At the moment.

    But what there's here, it never change. I cannot have the power to do that.
    Neither I want that.

    A big kiss :)

     
  • At 23 gennaio, 2009 15:30, Anonymous Anonimo said…

    Hundreds of deep conversations...
    Definitely that's not a thing that you can call "only"...
    Talking is the best way to know a person and even better to know yourself...If change is possible, communicate as a important role in it.
    I wish you godspeed in your journey...with or without here, you deserve a great deal of love.

    good luck :)

    *
    Air

     
  • At 23 gennaio, 2009 19:54, Blogger Il_Marchese said…

    Yeah. She finished every communication. I don't talk with her since months...
    And there's nothing more I desire.

    I was convinced of that, but my experience suggested that it's better for me forgetting this: I'll never find love. I'm not still 20, and I don't remember how to dream, how to believe in the other's words.
    Maybe because I always love enough for two :)

    Thanks, Air.

     

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